Sunday, November 04, 2007

Il mercato del fumetto giapponese è in crisi?

Da quello che si dice in questo articolo, Giappone: mostruoso calo delle vendite dei manga!, pare che negli ultimi 5 anni ci sia stato un notevole calo di vendite nel più fiorente mercato fumettistico del mondo, quello giapponese. Tanto da portare il Shonen Jump, un mensile nipponico, a chiudere i battenti all'inizio di quest'anno.

Non sono un sostenitore di quello che io chiamo il "fenomeno giapponese". Ovvero l'invasione dei fumetti giapponesi in occidente, che, spesso più come una moda, hanno quasi spazzato via ogni connotazione distintiva del fumetto nostrano, influenzando anche gli autori occidentali, e mettendo in ginocchio il già traballante mercato fumettistico italiano. Colpa questa che attribuisco in primo luogo ai lettori, poi agli editori ma non agli autori (non tutti almeno).
Nonostante ciò, però, non posso dichiararmi entusiasta di questa crisi. Tutt'altro.

Nelle ricerche che riscontrano la crisi si osserva che, probabilmente, parte del pubblico è annoiato da fumetti ripetitivi e poco originali, e allo stesso tempo, che il mercato del fumetto per cellulari è in crescita.

Sappiamo bene che il fumetto sta trovando nuovi spazi su internet. Lo stesso Scott McCloud, autore del famosissimo fumetto/trattato Understanding Comics e dei seguiti, è uno dei pionieri di questo nuovo mezzo ed ha teorizzato un'evoluzione delle regole sintattico/narrative del fumetto per adattarsi e sfruttare il nuovo mezzo, le pagine web.

Un po' mi spaventa, ma comincio a credere anch'io che la "carta stampata" si stia avvicinando alla sua fine, come mezzo di comunicazione di massa. Sono molto affezzionato al sottile piacere di sfogliare le pagine di un fumetto. E, sicuramente, finché non avremo dei monitor dotati di una risoluzione almeno 4 volte più elevata dell'attuale, sarà impossibile apprezzare le tavole a fumetti così come le apprezziamo su carta. Ma questo è un discorso per intenditori. La maggior parte del pubblico è interessato soprattutto alle storie e si accontenta di una qualità del disegno e della stampa "sufficienti".

2 comments:

Kawashi said...

Ciao Ender,
prima di tutto volevo fare una piccola correzione: non chiude Shonen Jump, ma solo una delle loro edizioni, quella mensile, mentre prosegue quella settimanale.
Comunque non si tratta solamente di una mancanza di originalita' (fregnacce che continuano a dire questi "esperti" stranieri di un mondo che fino a pochi anni fa non conoscevano affatto), ma ni scelte sbagliate da parte degli editori giapponesi. Il trand attuale tende a soddisfare il pubblico giovanile che negli ultimi anni e' calato in qualita' e gusto. I giovani attuali sono un mix di culture americane ed europee, ma da un punto di vista non realistico; in pratica tendono a seguire stereotipi stranieri che si sono creati loro stessi; inoltre il livello culturale scolastico sta calando a livelli a dir poco imbarazzante! A questo aggiungi la demenza e deculturizzazione sempre piu' crescente inflitta da parte della televisione e dei media, hai tra le mani un mix mortale...

Bisogna anche dire che il pubblici giapponese e' molto differente da quello europeo, e spesso nel motivo del successo o della morte di un fumetto nel Sol Levante, non possiamo ricercarne motivazioni simili a quelle che determinano il destino di una pubblicazione italiana (non e' diretto a te ma quanto a tutte le testate, siti e pseudogiornalisti che negli ultimi dieci hanno hanno sempre cercato di prevedere il destino dei manga... sbagliando continuamente!).

Ender said...

Ehilà! Kawashi! Sono contento che tu mi legga.
Il tuo commento è perfettamente centrato.
Il mio articolo è stato fatto in quanto profano del mercato giapponese (e a quanto pare anche le mie fonti erano profane ;-) ), ma con una sincera preoccupazione per quello che succederà.

Da un lato sono uno che si adatta facilmente all'innovazione dall'altro mi piace la tradizione.

In quanto all'ignoranza diffusa che sta dilagando, immagino tu abbia già letto http://endercinemx.blogspot.com/2008/01/aspiranti-magistrati-analfabeti.html

Ci sentiamo presto.